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Frattini, liberi i tre operatori italiani


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Marco Gratti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani, arrestati una settimana fa, sono stati rilasciati

MILANO - I tre operatori italiani di Emergency, Marco Gratti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani, arrestati sabato scorso dalle autorità afghane sono tornati in libertà. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha espresso il suo «più vivo compiacimento per la positiva conclusione della vicenda» Lo riferisce il ministro degli Esteri Franco Frattini in una nota. «Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario, e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afgane e la coalizione internazionale nella lotta contro il terrorismo in Afghanistan», si legge nell comunicato.

Fonte: http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_18/emergency-liberati-operatori_f278678c-4af2-11df-b267-00144f02aabe.shtml

Emergency, a Kabul l'ambasciatore incontrerà i fermati.


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MILANO - Domattina l'inviato speciale italiano per l'Afghanistan incontrerà a Kabul i tre medici di Emergency sotto fermo di polizia, trasferiti oggi da Helmand alla capitale afghana. Lo ha confermato questa sera il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

"Domani alle 11 (l'ambasciatore Attilio) Iannucci incontrerà a Kabul i tre", ha detto La Russa nel corso della trasmissione "AnnoZero", aggiungendo che sono stati nominati anche "tre fra i migliori avvocati afghani" che li difenderanno.

Oggi Iannucci, preannunciando un incontro per domani con i tre, aveva precisato che sono stati trasferiti da Helmand a Kabul.

Intervenendo alla stessa trasmissione televisiva, il fondatore dell'organizzazione, Gino Strada, ha detto che "non si hanno notizie dei nostri tre collaboratori, né degli altri sei afghani arrestati... Da domenica a mezzogiorno non sappiamo neanche dove siano, solo che sono a Kabul... Da quattro giorni sono dei desaparecidos".

Oggi l'inviato in Afghanistan delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura, ha chiesto alle autorità afghane competenti di assicurare delle indagini veloci e approfondite sul caso dei tre medici italiani e dei loro sei colleghi afghani.

"Penso e spero che gli arresti siano dovuti a una grave incomprensione... Gli operatori sanitari internazionali in posti come Helmand rischiano la vita per curare le persone che chiedono il loro aiuto", ha detto de Mistura in una nota.

Ieri Berlusconi aveva chiesto al presidente afghano una "risposta urgente" mentre Frattini si era detto insoddisfatto dalla risposta delle autorità afghane.

I tre operatori italiani di Emergency del centro di Lashkar-gah, Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani, e i loro sei colleghi afghani sono stati fermati domenica 10 aprile, con l'accusa di aver preso parte ad un complotto per assassinare il governatore della regione di Helmand, Gulab Mangal.

Strada ha più volte ribadito di essere del tutto insoddisfatto del governo italiano, perché non avrebbe fatto le dovute pressioni per liberare i tre italiani. Secondo Strada i cooperanti arrestati sono vittime di un complotto per eliminare dal sud dell'Afghanistan Emergency, un testimone scomodo delle vittime civili della guerra della coalizione a guida Nato contro i talebani.

Fonte: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE63E05W20100415

Caso Emergency, Gino Strada: «Cominciata guerra contro l'ospedale»


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Il fondatore di Emergency: vogliono togliere di mezzo un testimone prima di dare il via all'offensiva militare.


MILANO - «I nostri medici sono stati rapiti dalla polizia del governo Karzai, quel governo difeso dalla coalizione internazionale di cui fa parte anche l'Italia». Sono durissime le accuse di Gino Strada, fondatore di Emergency, che ha tenuto una conferenza stampa a Milano sull'arresto dei tre operatori dell'organizzazione umanitaria in Afghanistan. «Stiamo ancora aspettando di ricevere comunicazioni ufficiali. Si tratta di un'aggressione grottesca e ingiustificata che non trova una spiegazione razionale - afferma -. Le accuse mosse al nostro personale sono approssimative e grottesche. Spero che l'Italia reagisca e ci sia il sostegno dei cittadini italiani».



RAPIMENTO - Strada equipara l'arresto dei tre operatori a un rapimento: «Quando qualcuno viene arrestato ci sono comunicazioni ufficiali, gli viene dato il diritto di vedere un avvocato e vengono mosse accuse specifiche. In questo caso c'è stato un prelevamento di persone, come nella peggiore tradizione terroristica». E viene il dubbio, ha aggiunto, che le forze italiane in Afghanistan potessero essere a conoscenza degli arresti. Quindi ha ribadito il coinvolgimento del comando Nato, che in un primo tempo aveva smentito di aver partecipato al blitz: «C'è un video che mostra i soldati britannici dell'Isaf non solo fuori dall'ospedale per un cordone di protezione, ma anche all'interno» (guarda). Cecilia Strada, presidente di Emergency, ha quindi ricordato che in un contatto telefonico subito dopo aver appreso dell'arresto, era stato spiegato che i tre italiani (più sei operatori afghani) erano stati prelevati dai servizi segreti locali, ma che al cellulare di uno degli arrestati ha risposto un soldato inglese.



DUE MILIONI AL GIORNO - «L'Italia fa parte della coalizione internazionale ed è in Afghanistan con tremila soldati per cui paghiamo circa due milioni di euro al giorno nonostante la situazione del nostro Paese - ha detto Strada -. Ogni giorno due milioni di euro dello Stato italiano vanno per proteggere il governo afghano che arresta o rapisce personale italiano. Fossi un politico ci farei sopra una bella riflessione, è una storia contraddittoria». Alla domanda come possano essere entrate le armi nell'ospedale, Strada spiega: «Se qualcuno di noi volesse introdurre una pistola in un qualsiasi ospedale italiano lo potrebbe fare in dieci minuti. C'è sempre la possibilità di corrompere qualcuno e che qualcuno la depositi al momento della perquisizione». Ma, ha aggiunto, in ogni ospedale di Emergency ci sono cartelli con scritto «Niente armi».



GUERRA A OSPEDALE - «Qualcuno ha messo in piedi questa montatura perché vuole che Emergency, un testimone scomodo, lasci l'Afghanistan. Il regista non è solo afghano. È iniziata una guerra preventiva prima di dare il via a un'offensiva militare in quelle regioni - afferma Strada -. È scattata una guerra a un ospedale: la cosa non mi sorprende perché la logica della guerra è diversa dalla nostra. Nella guerra un ospedale è qualche cosa di strano e di anomalo perché cura e cerca di salvare le vite invece di distruggerle». Emergency - spiega - fa vedere «i risultati della cosiddetta guerra al terrorismo: il 40% dei feriti sono bambini al di sotto dei 14 anni». Il fondatore di Emergency ha quindi spiegato che in Afghanistan sono state eseguite in questi anni 60mila visite ambulatoriali e ci sono stati 10mila ricoveri: «Abbiamo curato feriti grazie al rispetto delle convenzioni internazionali. Fino a poco tempo fa i trattati venivano rispettati. Anche quando c'era il regime filo-sovietico, i mujaddin, che oggi sarebbero chiamati ribelli, venivano portati in ospedale, curati e riaccompagnati da dove erano venuti. Oggi tutto questo non è possibile. Abbiamo chiesto un corridoio umanitario per evacuare i feriti ma loro hanno fatto un cordone, che chiamano stranamente sanitario, che non consente di farli arrivare a una struttura sanitaria».



I TRE ARRESTATI - Emergency ha poi fornito le generalità dei tre arrestati. Marco Garatti, chirurgo, è nato a Brescia il 16 aprile 1961. Dal 1999 collabora con Emergency e dal 2009 ricopre il ruolo di coordinatore di progetto. Matteo Dell'Aira, infermiere, è nato a Milano l'1 settembre 1969. Dal 2000 lavora con Emergency e dal febbraio 2010 è responsabile medico del centro di Laskhar Gha. Matteo Pagani Gauzzugli Bonaiuti è nato a Roma il 12 novembre 1981. Dal novembre 2009 collabora con Emergency in qualità di responsabile logistico amministrativo dell'ospedale Laskhar Gha.


Fonte: http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_11/emergency-afghanistan-strada-karzai_8abbb2e0-4550-11df-93de-00144f02aabe.shtml
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