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Debiti sovrani sotto osservazione, netto calo per le Borse di Portogallo, Spagna e Italia


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La questione del debito sovrano tiene nuovamente sotto scacco le Borse europee dopo il forte calo di ieri, con gli investitori che sembrano temere un rischio contagio da un possibile default della Grecia. Non a caso questa mattina le borse che perdono più terreno sono Milano, in calo dell'1%, il Portogallo -4,7% e la Spagna, in flessione dell'1,3%. Si tratta di tre Paesi dell'Unione europea con livelli di debito preoccupanti.

Ribasso più contenuto per le altre Piazze europee, con Londra in calo dello 0,1%, mentre Parigi e Francoforte perdono lo 0,6% circa.

Ancora vendite sulle banche e le assicurazioni sui timori di titoli tossici (bond greci e portoghesi) in portafoglio, mentre farmaceutici e petroliferi sono in lieve flessione.

A Piazza Affari, dove il peso dei finanziari è preponderante, sono copiose le vendite sulle banche:Unicredit (UCG.MI) perde l'1,8%, Intesa (ISP.MI) -1,2%, Banco Popolare -1,3%, Ubi (UBI.MI) -1%. Netto calo anche per Generali (G.MI) -1,3% e FonSai (FSA.MI) -1,4%.

Stamattina in apertura lo spread fra i titoli decennali greci e tedeschi ha toccato un nuovo massimo dal 1996 a 764 punti base, con il rendimento dei titoli a due anni balzato a quasi il 23%.

Fra i titoli industriali, Fiat (F.MI) scende del 2,2% e Pirelli (PC.MI) -1,5%. Giù anche Buzzi (BZU.MI) -2,6%, Prysmian (PRY.MI) -1,3% e Impregilo (IPG.MI) -2,7%.

TelecomItalia (TIT.MI) sale dell1% promossa a buy da Rbs. Inviato un WEBSIM SMS ALERT prima dell'apertura della Borsa.

Resistente Finmeccanica (FNC.MI) -0,3% sulla possibilità di un'alleanza con Boeing.

In calo i petroliferi con Eni (ENI.MI) -0,7% e Saipem (SPM.MI) -0,6%. A sostenere il settore sono i dati oltre le attese di Shell +0,9%

Fonte: www.websim.it

Ocse: rallenta la ripresa, il Pil italiano aumenterà dello 0,5% nel 2° trimestre


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Gli altri UE invece crescono di più: +1,2% per Francia e Germania.

La ripresa economica mondiale resterà fragile nel primo scorcio del 2010. Parola dell'OCSE, che ha pubblicato oggi l'ultimo rapporto sullo stato delle economie del G7.

Secondo l'Organizzazione, la crescita dovrebbe essere più forte negli Stati Uniti che in Giappone e nei primi tre Paesi dell'Eurozona (Germania, Francia e Italia), ma l'attività resterà generalmente fiacca a causa della riduzione delle scorte e del calo della domanda da parte del settore industriale e dei consumatori. Il venir meno delle misure di stimolo predisposte durante la crisi e le criticità del mercato del lavoro contribuiranno a pesare in questo scenario.

In base alle stime più recenti, l'OCSE prevede che il PIL del G7 cresce nel suo complesso dell'1,9% nel primo trimestre e del 2,3% nel secondo. La crescita maggiore, dopo il Canada, sarà quella realizzata dagli Statri Uniti, che mostreranno tassi di crescita del 2,4% nel primo quarto e del 2,3% nel secondo. Più modesto lo scenario dell'Eurozona, che vedrà i primi tre Paesi (Germania, Francia e Italia) crescere in media dello 0,9% nel primo trimestre e dell'1,9% nel secondo. L'Italia dovrebbe realizzare un incremento del PIL dell'1,2% nel primo trimestre, per poi subire un rallentamento allo 0,5% a giugno.
L'OCSE, in considerazione di questi fattori, lancia un monito ai Paesi dell'area del G7, affinché la rimozione delle misure di stimolo predisposte durante la recessione venga valutata con la massima cautela.

Fonte: Repubblica http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20100407&fonte=TLB&codnews=661
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